Home › Guide › Segnalazione senza preavviso
È il vizio più frequente e più sottovalutato: la persona scopre di essere segnalata come cattivo pagatore solo quando la banca le rifiuta un finanziamento. Nessuna lettera, nessun avviso, niente. E invece l'avviso era dovuto.
Il Codice di condotta dei sistemi di informazione creditizia stabilisce che, al verificarsi del primo ritardo, l'intermediario debba avvisare il cliente che i dati stanno per essere segnalati nel sistema. La segnalazione del primo ritardo può avvenire solo decorsi almeno 15 giorni dall'invio del preavviso. La logica è chiara: dare al cliente un'ultima finestra per regolarizzare, contestare un errore o quantomeno sapere cosa sta per succedere, prima che il dato diventi visibile a tutto il sistema bancario.
Il preavviso può viaggiare in forme diverse (raccomandata, PEC, comunicazione scritta anche insieme ai solleciti), ma deve esserci, deve essere riferibile a quella segnalazione e deve arrivare prima. Attenzione a un equivoco frequente: il preavviso è dovuto per la prima segnalazione negativa; gli aggiornamenti successivi della stessa posizione non richiedono un nuovo avviso ogni mese.
Perché non è una formalità: è una condizione di correttezza del trattamento dei dati. Una segnalazione effettuata senza avvisare il cliente è una segnalazione viziata nel procedimento, anche quando il ritardo nei pagamenti c'è stato davvero. Su questo la giurisprudenza dell'Arbitro Bancario Finanziario e i provvedimenti del Garante Privacy sono intervenuti più volte, con decisioni che hanno disposto la cancellazione di segnalazioni prive di regolare preavviso — fermo restando che ogni caso viene valutato nei suoi elementi concreti.
Come sempre: la decisione spetta all'organo adito e nessun esito può essere garantito. Ma il preavviso mancante è tra le contestazioni più solide che esistano, proprio perché si fonda su un obbligo puntuale e documentabile.
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