Home › Guide › Saldato ma ancora segnalato
Ho saldato il debito ma risulto ancora cattivo pagatore
Guida di Finconsumatori · aggiornata a luglio 2026 · lettura 5 minuti
Hai chiuso il debito, magari con sacrificio, e ti aspettavi che la tua posizione tornasse pulita. Invece la banca ti rifiuta ancora il finanziamento e dalla visura risulti sempre moroso. È una delle situazioni più frequenti — e per capirla bisogna distinguere due questioni diverse, che spesso vengono confuse.
Prima questione: il saldo non cancella, aggiorna
Pagare non fa sparire il dato del ritardo: fa scattare l'obbligo di aggiornare la posizione come regolarizzata. Da quel momento decorrono i tempi di conservazione previsti dal Codice di condotta dei SIC:
- 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, per ritardi fino a 2 rate;
- 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, per ritardi maggiori.
Trascorsi questi termini, la cancellazione è automatica. Quindi se hai saldato da pochi mesi e risulti come «regolarizzato» con lo storico del ritardo ancora visibile, la registrazione è corretta: è il funzionamento previsto, e il tempo residuo si calcola dalla data di regolarizzazione.
Seconda questione: quando invece c'è un'irregolarità
I casi contestabili sono altri, e sono tutt'altro che rari:
- La posizione risulta ancora «in sofferenza» o morosa nonostante il saldo: l'aggiornamento non è stato trasmesso, o è stato trasmesso in ritardo. L'intermediario deve comunicare la regolarizzazione al sistema in tempi brevi; se dopo settimane risulti ancora moroso, c'è un inadempimento.
- La qualifica è sbagliata: hai saldato integralmente ma risulti una definizione diversa, o viceversa. La qualifica incide su come gli istituti leggono la tua storia, e deve rispecchiare la realtà.
- I termini sono scaduti ma il dato è ancora lì: superati i 12/24 mesi dalla regolarizzazione, la conservazione non è più giustificata e il dato va cancellato.
- Il conteggio parte dalla data sbagliata: capita che la regolarizzazione risulti registrata mesi dopo il pagamento effettivo, allungando indebitamente la visibilità del dato.
Documento chiave: la quietanza o la liberatoria con la data del pagamento.
È il confronto tra quella data e ciò che risulta in visura a dire se la tua posizione
è stata aggiornata correttamente e se il conteggio dei termini è giusto.
Come si procede
- Visura aggiornata presso i SIC (guida) e recupero di quietanza/liberatoria.
- Confronto date: pagamento effettivo vs regolarizzazione registrata vs oggi.
- Istanza di aggiornamento o cancellazione all'intermediario e al gestore, documenti alla mano.
- Reclamo e, se serve, ricorso ABF: il mancato o tardivo aggiornamento è una contestazione concreta e ben documentabile, su cui l'Arbitro si è pronunciato molte volte. Come sempre, la decisione spetta all'organo adito.
Vuoi sapere se la tua segnalazione è contestabile?
Ogni situazione fa storia a sé: prenota un primo colloquio conoscitivo senza impegno.
Verifichiamo insieme come risulti nelle banche dati e se le regole sono state rispettate,
e ti diciamo con chiarezza se ci sono i presupposti per intervenire.
Prenota una consulenza gratuita
Scegli tu giorno e orario dal calendario. Nessuna promessa di risultato:
l'esito delle istanze dipende sempre dagli organi competenti.